Sono Eleonora D’Errico, giornalista e scrittrice.
Vivo in provincia di Milano e da anni la scrittura, i libri e il racconto accompagnano il mio percorso personale e professionale.
La Derrick racconta nasce come spazio in cui condividere questa passione e, nel tempo, è diventato il luogo in cui intreccio storie, letture, cultura e ciò che accade del mondo che mi circonda.
Non è facile raccontarsi in poche parole. Alcune, però, tornano nel tempo e continuano a riconoscermi: nel modo in cui guardo il mondo, nelle scelte che faccio e nelle storie che scelgo di raccontare.
Sei parole, sei parti di me che convivono e spesso si intrecciano.
Fin da bambina, per addormentarmi, immaginavo storie verosimili con me per protagonista. Erano veri e propri romanzi, con trame elaborate e personaggi assai caratterizzati. Avrei dovuto capire allora che quella era la mia strada…
Ma al di là dei sogni da bambina, sono una sognatrice ad occhi aperti da guinness. E credo fermamente che i sogni ci tengano vivi e che, con costanza e determinazione, i sogni possano avverarsi.
Ho sperimentato davvero tante strade nella mia vita, ho provato professioni, ho rischiato aprendo attività. Credo fermamente che per saper chi si è sia necessario conoscere, prima di tutto, cosa non si è.
Avere nello zaino tante mappe ti aiuta a trovare le strade che ti servono, quando ti servono.
“Se avessi le radici sarei un albero e invece sulla terra posso muovermi”, canta Lorenzo Cherubini… Ecco, sono io. Adoro sperimentare, provare, fare, immaginare. Insomma, l’immobilismo non è cosa per me.
Apprezzo l’ordine, ma non sopporto le regole inutili e gli schemi, soprattutto quelli mentali. Avete presente nei blog l’opzione che ti fa scegliere la possibilità di indicare le categorie a “nuvola” o a “elenco”: ecco, io adoro la nuvola, un modo ordinato di lasciarsi andare al caos.
Alla fine sono partita e ritornata sempre qui, alla scrittura. Scrivere mi dà e nello stesso tempo mi toglie. Ma comunque, solo scrivendo so esprimermi con lucidità. E quando lo faccio, è sempre come tornare a casa.
Il racconto delle storie, ecco perché. Perché prima di raccontare devo incontrare vite e conoscere storie. E conoscere è per me ragione di vita. Quando mi siedo al tavolino di un bar con davanti una persona nuova da ascoltare, sento sempre le farfalle svolazzate nello stomaco.
In un’altra vita, devo essere stata una gattara. O una strega. Non saprei. Di certo devo aver vissuto in case piene di gatti e libri.
Oggi non è molto differente: Amelie e Nebbiolina, le mie due gattine, dormono su pile di romanzi e si accoccolano sulle mie gambe mentre scrivo.
La scrittura è la costante alla quale sono sempre tornata. Scrivere mi dà e nello stesso tempo mi toglie, ma è solo attraverso le parole che riesco a esprimermi con maggiore lucidità. Quando scrivo, è sempre un po’ come tornare a casa.
Leggo, racconto e scrivo libri. Nel tempo le storie sono diventate non soltanto una passione, ma una parte fondamentale della mia vita e del mio lavoro.
Tutto per me ruota attorno alla parola scritta.
Il mio percorso non è stato una linea retta. È fatto di curiosità, studio, incontri e lavori diversi che nel tempo hanno finito per intrecciarsi. Alcune parole, più di altre, raccontano bene le tappe e le parti di questo percorso.
Nel tempo ho capito che la costante della mia vita è la sete di conoscenza. Vorrei ritagliare pezzi di vita da dedicare al sapere, per iscrivermi a corsi, a facoltà universitarie, solo per imparare nuove cose. Per me imparare è vivere.
Esiste la professione dell’ "IMPARATRICE“? Potrei inventarla io, perché no.
Per questo non ho mai smesso di studiare. Proprio mentre leggi, sto frequentando la laurea specialistica in Gender Studies a La Sapeinza.
Quando entrai nel mondo del giornalismo, un collega coniò per me questo soprannome: la “Morbida“. Ci restai piuttosto male. Perché credo fosse in tono dispregiativo. Credo intendesse che ero troppo delicata, poco aggressiva o irruenta per fare questo lavoro.
Perché credo sia vero. Semplicemente, dove altri aggrediscono le notizie, io preferisco ascoltarle. Non so se sia un bene o un male, ma a me piace così.
Ho scoperto cosa volessi fare "da grande" quando ero già grande. E l'ho scoperto sul campo.
Iniziando a collaborare con riviste di cronaca e di settore, ho scoperto quando amassi ascoltare storie e raccontarle.
Ho capito di essere brava, ma soprattutto l'immensa soddisfazione che mi dava fare diventare eterna una storia con la scrittura.
E così sono diventata una giornalista professionista.
Il giornalismo si è affiancato presto alla scrittura di romanzi.
Gi pubblicato il primo libro nel 2009: la favola per bambini "Agostino e la leggenda delle stelle".
Risale al 2018 il mio esordio come romanziera, con il libro "L'amore sublime".
Dal 2022, invece, sono autrice Rizzoli, per cui ho pubblicato i romanzi "La spirale del tempo", "La donna che odiava i corsetti" e "L'isola dei fili perduti"
La scrittura mi accompagna da sempre, ma a un certo punto le storie hanno cominciato a chiedermi di uscire dai cassetti e diventare libri.
Ho scritto romanzi attraversando generi e mondi diversi, dalle storie per ragazzi alla narrativa, fino al romanzo storico. Ogni libro nasce da un percorso differente, ma tutti condividono la stessa origine: il bisogno di raccontare attraverso le parole ciò che mi incuriosisce, mi interroga o continua a restarmi accanto.
Negli anni il mio modo di leggere, scrivere e osservare le storie è cambiato. Ho iniziato a interrogarmi sempre di più sul modo in cui le donne vengono raccontate, sullo spazio che occupano nella cultura e su quello che, troppo spesso, è stato loro negato.
Anche lo studio dei Gender Studies, delle politiche e delle culture per i media e la comunicazione ha dato nuovi strumenti a questa ricerca, intrecciandosi con il mio lavoro, le mie letture e la scrittura.
Da qui nasce anche il desiderio di riportare alla luce storie rimaste ai margini, cambiare prospettiva su quelle che pensavamo di conoscere e continuare a fare domande. È uno dei fili che oggi attraversano LaDerrickracconta e che ha trovato uno spazio ancora più preciso in Matilda.
Leggere, per me, non è mai stato soltanto un passatempo. I libri sono luoghi in cui entro per conoscere vite diverse dalla mia, cambiare prospettiva e trovare domande che spesso continuano ad accompagnarmi anche dopo l’ultima pagina.
È anche per questo che amo raccontarli. Su LaDerrickracconta condivido letture, recensioni e storie che mi hanno lasciato qualcosa, cercando di andare oltre la semplice trama. Quello che mi interessa è capire cosa un libro può dirci delle persone, del tempo in cui viviamo e, qualche volta, anche di noi stessi.
I libri, per me, non finiscono con l’ultima pagina. Continuano nelle presentazioni, nelle librerie, nei festival e soprattutto negli incontri con chi li ha letti.
Parlare di una storia, ascoltare le domande del pubblico e scoprire ciò che quelle stesse parole hanno lasciato negli altri è una parte del mio lavoro a cui tengo particolarmente. Perché la scrittura nasce spesso in solitudine, ma trova un senso nuovo quando diventa condivisione.
Oltre a essere una giornalista, divoro (nel senso che li leggo) e scrivo libri. Ho pubblicato quattro romanzi e una favola per bambini: scoprili qui .
Scrivere è la mia passione e sapere di vivere grazie a quella è una soddisfazione oltre che un grande motivo di orgoglio e felicità.
“Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere”
Ennio Flaiano